Caserta

La città nacque e si sviluppò vicino alla splendida reggia di Carlo III di Borbone, costruita verso la metà del 1700.
A pochissima distanza da Caserta (7 km) esisteva però già una cittadina fondata dagli Etruschi nell’ VIII secolo a.C.: Capua. La zona in questione fu , tra il V e il IV secolo a.C., teatro di violenti scontri tra gli abitanti, i Greci e i Sanniti. Questi ultimi occuparono Capua nel 424, ma dovettero cederla un secolo dopo ai Romani.

Nell’ Ottocento d.C. i Longobardi invasero il territorio fondando la città di Casamirta (Casertavecchia). La zona fu assegnata in amministrazione al ducato di Benevento, poi al principato di Salerno e infine a quello di Capua. Quando i Normanni scesero in Italia Casertavecchia fu una delle prime città ad essere conquistate (1057).
Il territorio passò poi agli Svevi, agli Angiò, alle nobili famiglie dei Caetani, dei Ratta, degli Acquaviva. Nel 1734 la zona fu ceduta ai Borbone e nel 1752, con la costruzione della reggia, Carlo III aprì la strada alla nascita e allo sviluppo di Caserta nuova. La città cadde in mano alle truppe napoleoniche tra il 1799 e il 1806.
Nel 1860 Teano (a breve distanza da Caserta) fu sede di un importante momento storico: Giuseppe Garibaldi consegnò qui al re Vittorio Emanuele II il Regno delle Due Sicilie appena conquistato.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Caserta fu una base militare e, per questo motivo, oggetto di bombardamenti ed operazioni belliche.
Attualmente Caserta ha un aspetto prevalentemente moderno e basa la sua economia soprattutto sul turismo e sull'agricoltura.
Importante è anche la lavorazione artigianale del legno, delle ceramiche, del ferro battuto e dei tessuti.

La visita della città si può limitare alla Reggia, al Duomo e alla chiesa di S. Sebastiano (nelle immediate vicinanze del Palazzo Reale).
La Reggia. Fu fatta costruire da Carlo di Borbone, figlio del re Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, per celebrare l’importanza europea del regno di Napoli. L’architetto Luigi Vanvitelli si ispirò nel progetto alla reggia di Versailles. I lavori iniziarono nel 1752 e terminarono nel 1774.
Il palazzo è composto da cinque piani, ha quattro cortili, si estende su una superficie di 44.000 mq, possiede 1200 stanze, 34 scale e 1970 finestre. Oggi una parte della reggia è adibita a sede dell’Accademia Aeronautica Italiana.
Gli interni. Dal portone principale si accede al maestoso atrio. Da qui salendo per il magnifico scalone d’onore si giunge alla Cappella Palatina e ai sontuosi appartamenti reali. Nei saloni si possono apprezzare pitture di artisti dell’epoca e mobili rococò e neoclassici. L’appartamento più antico, noto come l’appartamento vecchio, conserva arredi con stoffe provenienti dalle manifatture reali di S. Leucio e un presepe napoletano settecentesco con oltre 1200 statuine.
Vicino agli appartamenti si trovano una biblioteca e la pinacoteca con tele italiane e olandesi dell’Ottocento. Scesi al pianterreno si possono visitare il Museo dell’Opera (con disegni e modelli del palazzo realizzati da Vanvitelli) e il Teatro di Corte del 1769. Qui i Borbone facevano rappresentare opere di Giovanni Paisiello (1740-1816) e di Domenico Cimarosa (1749-1801).
Il parco. Si estende per 120 ettari ed è impreziosito da vasche e cascate. Per realizzare i giochi d’acqua delle fontane L. Vanvitelli dovette superare notevoli difficoltà: fece costruire appositamente un acquedotto (l’Acquedotto Carolino) facendolo passare attraverso le vicine montagne.
Passeggiando per il viale mediano del parco si incontrano fontane (la Fontana Margherita, la Fontana di Eolo, la Fontana di Cerere, la Fontana di Venere e Adone) e vasche con giochi d’acqua.
All’estremo nord la Grande Cascata o Fontana di Diana con le statue della dea e di Atteone. Ai lati di questa due scale conducono ad una grotta nella quale termina l’Acquedotto Carolino. Sul lato destro della cascata si trova il Giardino Inglese voluto dalla regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando I di Borbone. La sua realizzazione si deve al botanico G. A. Graefer e al figlio di Luigi Vanvitelli, Carlo.
Qui tra laghetti e rovine artificiali sono coltivate specie rare e fiori esotici. Il suo nome deriva dal fatto che lo stile secondo il quale fu progettato era allora in voga in Inghilterra. Nel parco si trova anche la Castelluccia, una torre ottagonale costruita nel 1769 per i giochi dei principini di casa Borbone.

Casertavecchia
Casertavecchia sorge alle pendici dei mondi Tifatini ad una altezza di 401m, è facilmente raggiungibile da più punti, e dista dalla Reggia Vanvitelliana di Caserta, circa 10 Km in direzione Nord-Est.
Caserta Vecchia è oggi solo un borgo turistico, una volta era splendida sede vescovile e signorile, col Castello e la Cattedrale. Silenziosa e con pochi abitanti, conserva completamente integra tutta la suggestione e l’atmosfera rarefatta di un lembo di Medioevo, miracolosamente conservatosi inalterato attraverso un lungo corso di secoli.
La costruzione delle fortificazioni è antichissima. Il castello era dotato in origine di un’ampia struttura con sei torri ma con il passare dei secoli non è rimasta che una minima parte. Con i contrafforti e la torre cilindrica questo castello si estendeva su un'area di ben 48.04S palmi quadrati e costituiva una delle più importanti fortificazioni medievali.
Il mastio, popolarmente dello “La Torre” rimane tuttora in piedi: non presenta alcuna porta di accesso; ha una forma cilindrica poggiante su una base poligonale raggiungendo così oltre 30 metri di altezza. Altra torre più piccola, detta “della Lupara”, si profila sul costone inferiore del monte Virgo sul versante settentrionale del borgo.
Dal castello, percorrendo strette viuzze, tra case che ancora conservano la struttura e il silenzio solenne degli antichi borghi medievali, si discende alla piazza del Vescovado, dove si trova la Cattedrale, dedicata a San Michele Arcangelo, che accentra gli interessi dei turisti e degli studiosi d’arte. L’edificio è chiaramente in stile romanico ma presenta un singolare innesto di forme siculo-mussulmano-pugliesi e lombarde. È certo uno dei monumenti più significativi dell'architettura medievale nell'Italia meridionale. La facciata, a salienti, presenta tre portali decorati con sculture allegoriche simboleggianti la forza e la potenza della chiesa con evidenti rapporti con le facciate delle cattedrali pugliesi. Sul portale si apre una monofora inquadrata da due colonne poggianti su leoni. Sulla crociera s'innalza la cupola che è di un secolo posteriore alla costruzione della chiesa. È uno dei meravigliosi prodotti di quell’arte campana che già aveva espresso le sue prime fantasie decorative nella cattedrale di Salerno per poi farsi più elegante e fantasiosa a Ravello e a Caserta. Nella sua raffinata policromia e nella vibrante grazia decorativa, questa cupola rappresentò uno dei risultati maggiori dell'architettura medioevale in Italia.