Cilento

Da Paestum a Sapri, centinaia di chilometri di spiagge, calette, rocce a picco sul mare, grotte segrete è la costa del Cilento, tra le più belle e incontaminate d’Italia. Paesini arroccati e morbide colline fanno da cornice ad uno scenario unico. Dalla riserva di Punta Licosa, con i suoi pini che sembrano tuffarsi nel mare, all’Arco Naturale di Palinuro, un monumento scolpito da madre natura.
Delle dodici bandiere blu assegnate alla Campania nel 2009 dieci si trovano proprio qui.
A pochi passi dal mare le antiche Torri Saracene e il sito archeologico di Velia di grande suggestione. I paesi sulla costa e quelli nell’entroterra nel periodo estivo si animano di spettacoli e sagre dove gustare i prodotti tipici cilentani.

Le coste si presentano varie e articolate.
La fascia costiera compresa tra Agropoli a nord e Capo Palinuro a sud risulta frastagliata, a volte alta, con baie sabbiose alternate a promontori.
Le rocce, costituite da argille, calcari marnosi e conglomerati, formano falesie più o meno incise dal mare o pendii lievemente ondulati.
Nel tratto di costa compreso tra Capo Palinuro a nord e Scario a sud affiora, invece, il calcare. Questa costa è caratterizzata dal promontorio di Capo Palinuro, dall'ampia spiaggia sabbiosa sovrastata dalle pareti sub-verticali della Timpa di S. Iconio e dalle imponenti falesie a sud di Marina di Camerota.
Le coste alte calcaree sono interessate da fenomeni carsici e presentano numerose grotte marine e sorgenti d'acqua sottomarine.

Tutta l'aera è attraversata dalle dorsali che conducono in Calabria e nei mesi estivi è servita dalle linee di aliscafi che la collegano con il capoluogo campano, la Costiera di Amalfi e Capri.


Coste e Principali Comuni turistici
COSTA NORD
Agropoli
Antico e leggiadro borgo marittimo, centro balneare ricco di servizi e attrattive per turisti,
Con i suoi 20.000 abitanti, sorge all’estremità meridionale del Golfo di Salerno ed a limite settentrionale della Costa del Cilento.
La parte antica della cittadina si trova su di un promontorio a dominio di una baia pittoresca, i Bizantini nel VI secolo vi trovarono rifugio e la chiamarono Acropolis, ovvero città posta in alto. Dall'attuale corso Garibaldi, la via dei negozi e dello "struscio" nella parte bassa dell'abitato, si giunge ad una rampa (la salita degli “scaloni”) al termine della quale la porta dell'antica cinta muraria permette l'accesso al borgo. Qui si concentrano le bellezze storico-artistiche di Agropoli a cominciare dalla seicentesca chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo e in alto verso est il diruto Castello angio-aragonese dall'alto del quale si gode di una vista magnifica sul golfo di Salerno e oltre, sino ad avvistare Capri e la lontana punta Campanella. La città vecchia animata alla sera da locali tipici con la pizza al cestino e tante altre prelibatezze (tipico piatto di Agropoli sono le alici che vengono preparate secondo molte ricette tradizionali: "mbuttunate", "arreganate", "marinate" o "salate") offre un'atmosfera raccolta e suggestiva con le sue stradine antiche e strette, e con i suoi angoli mirabilmente conservati.
A circa un chilometro dalla città, percorrendo la strada che porta sul costone della collina a ovest dell'abitato, troviamo il convento di San Francesco in posizione invidiabile quasi a picco sul mare. La stessa strada prosegue in direzione della baia di Trentova, uno degli angoli più belli di Agropoli e della costa cilentana. Interessante dal punto di vista panoramico e per la presenza di alcuni reperti archeologici è l'itinerario che dalla baia di Trentova giunge fino alla punta Tresino.

Castellabate
Castellabate è senza dubbio uno dei borghi preferiti da chi sceglie la Campania per le vacanze, inserito nel circuito dei "Borghi più belli d'Italia" ha meritato la definizione di “perla del Cilento” per la purezza del mare (nei primi anni Settanta vi fu istituito il primo parco marino d'Europa) e per le numerose attrazioni storico-culturali (il Castello medioevale, i resti del Monastero di San Giovanni, il Portico delle Gatte e il porto).
Arroccato sulla cima di una collina quasi a picco sulla piccola piana sottostante dove sorge Santa Maria di Castellabate, si presenta al visitatore con la tipica impostazione del centro medievale. Il meraviglioso paesello domina l'ampia insenatura da Licosa a Tresino, ricca di memorie storiche e testimonianze archeologiche. Castellabate si sviluppò nelle immediate vicinanze della fortezza eretta nel 1123 ad opera di Costabile Gentilcore, IV abate di Cava dei Tirreni (da qui il nome). Nei secoli ha ospitato uomini illustri quali Ruggero Leoncavallo e Gioacchino Murat, oggi conserva intatto il suo fascino tra scalinate e stretti vicoli, il castello, la Basilica Pontificia di fattura angioina, il campanile del XII sec., le costruzioni medioevali, e i palazzi patrizi del 700.
Santa Maria e San Marco sono le due località marinare sorte successivamente alla definitiva estinzione del fenomeno del brigantaggio e delle incursioni costiere ad opera saracena. Il clima particolarmente mite e la vicinanza del mare rendono il paesaggio uno spettacolo da godere in qualunque periodo dell’anno. Santa Maria di Castellabate è un centro commerciale conosciuto per la bellissima costa e la presenza turistica estiva. Il corso pedonale della frazione è un ambiente vivace affollato in ogni ora del giorno e pieno di negozi. Caratteristica la spiaggia dove sono ancora riconoscibili i cosiddetti "rocchi" cioè i resti di una cava di pietre usata per estrarre materiali per la costruzione delle colonne degli edifici in età greco-romana.
San Marco, con l'alta costa che collega l’abitato a Punta Licosa, presenta una spiaggia suggestiva meta dei molti turisti in estate. Qui nel 1983 venne scoperta una necropoli con oltre sessanta tombe, il cui arredo è oggi esposto in parte al museo di Paestum.
Montecorice

Pollica
Comune di circa 2.500 abitanti sulla costa del Cilento a metà tra Castellabate e Casal Velino, vocato principalmente al turismo balneare nelle frazioni di Pioppi ed Acciaroli. Nel 2006 ha ricevuto le cinque vele di Legambiente e la Bandiera Blu dalla Fee per la qualità del mare e la meraviglia del paesaggio, risultando la prima delle 277 migliori località di mare italiane.
La frazione più conosciuta è Acciaroli, borgo costiero diviso tra vocazione turistica e passione per la pesca, risorse ambedue vitali per lo sviluppo economico locale. Molto nota grazie alla bellezza del mare e alla funzionalità del suo porto sempre in attività anche nel periodo invernale, Acciaroli vantava tra i suoi estimatori anche lo scrittore Hemingway che qui ha soggiornato per un lungo periodo e pare abbia preso lo spunto per il suo famoso romanzo "Il vecchio e il mare" da un anziano pescatore.

Casal Velino
Casal Velino comune di circa 4600 abitanti, al confine con l’antica città di Velia, comprende le frazioni di: Acquavella, Bivio di Acquavella, Marina di Casal Velino, Vallo Scalo, Verduzio. Il capoluogo posto su un colle a 170 m dal livello del mare circondato da un’intensa vegetazione dove si trovano ulivi, corbezzoli, mirti, lecci, pini, fichi e anche una varietà di ginestra, la genista cilentina, si affaccia sul golfo di Velia e sulla fertile piana dell’Alento.

Il paese fondamentalmente agricolo e artigianale si è di recente votato al turismo rurale, grazie soprattutto alla disponibilità di alcuni coltivatori locali di aprire i propri casali al turista, siamo come bed & breakfast siamo come agriturismi, dando inoltre la possibilità di gustare i prodotti originati dalla terra, in particolare l’olio extravergine di oliva DOP del Cilento.
Scendendo da Casal Velino in direzione del mare, a destra del fiume Alento troviamo Marina di Casal Velino, frequentata località balneare con buone attrezzature ricettive che con la presenza del porto turistico, assume un ruolo sempre più importante, connotandosi come la porta dal mare per chi intende raggiungere il sito archeologico di Elea-Velia e più in generale il cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

COSTA CENTRO
Ascea
Nel cuore del Cilento, è una realtà difficilmente imbrigliabile entro una definizione netta e ed univoca: località dalle mille sfumature e ricca di sfaccettature, si impone, ormai da tempo, come meta turistica dalle disparate potenzialità
Il comune di Ascea con poco più di 5.500 abitanti conta le frazioni di: Catona, Mandia, Marina di Ascea, Stampella, Terradura. La visita al comune  non può che iniziare dall’antica città greca di Elea (Velia), alle porte di Ascea Marina, raggiungibile dalla strada e facilmente individuabile per la presenza di un pretenziosa torre medioevale sulla parte alta di un colle che ancora oggi conserva i resti dell'antica città. È un sito di rilevanza internazionale, definito patrimonio dell’UNESCO e riscoperto di recente, tanto che gli scavi sono ancora in corso.
Superata Velia, si continua in direzione di Ascea Marina, centro balneare di aspetto moderno con una bella spiaggia sabbiosa lunga circa 5 km che culmina con una piccola insenatura delimitata da una scogliera al cui apice sorge la diruta Torre del Telegrafo. Nascoste alle spalle della Torre, troviamo Baia d'Argento e Baia della Rondinella raggiungibili solo via mare. Sempre in prossimità del mare, c’è quello che viene chiamato “Quartiere arabo”, cioè il vecchio blocco di abitazioni dei pescatori. Prima di lasciare Ascea Marina, si incontra, nel centro urbano, Palazzo Alario antica dimora colonica oggi recuperata quale centro di alta formazione e sede di interessanti iniziative di cultura e spettacolo.

Pisciotta
Pisciotta è un paese incastonato sulla sommità di una collina coperta di ulivi che si allunga verso un litorale sabbioso caratterizzato da una natura marina incontaminata. La bellezza di questo borgo ha radici antiche testimoniate da costruzioni di epoca medievale, dall'austera bellezza del Palazzo Marchesale Pappacoda costruito sui resti di un antico castello del XII secolo, e dalla Chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo iniziata nel XVI secolo. A rendere unica l’atmosfera di questa perla del Cilento contribuisce l'ospitalità tipica dei suoi abitanti che riesce a rendere parte attiva del territorio chiunque abbia la fortuna di potersi soffermare a godere dei piaceri di un soggiorno nella loro terra.
Marina di Pisciotta custodisce la tradizione della pesca delle alici con lamenaica, la rete utilizzata dai pescatori a bordo della menaide, un gozzo di 8-9 metri. Le alici di menaica vengono prese con l'ausilio della sola rete lasciata libera alla deriva e tirata in barca a mano, pulite e sviscerate a bordo per poi essere salate e poste in conserva immediatamente allo sbarco in vasi di terracotta, senza l'utilizzo di refrigerazione o ghiaccio. Il risultato è una carne tenera e rosata apprezzata nella cucina in piatti semplici come l'insalata d'alici condita con limone e olio d'oliva, e in ricette elaborate quale le inchiappate.
La produzione di olio d'oliva extravergine a Pisciotta ha il riconoscimento della denominazione di origine protetta (DOP) ed è basata sulla coltura della varietà d'oliva Pisciottana, autoctona e raccolta a mano da piante millenarie con il solo ausilio di sbattitori meccanici. Le olive vengono battute e raccolte in teli e trasferite al frantoio per la molitura nella stessa giornata per garantire olio con acidità inferiore allo 0,70% ed un gusto tenue e delicato, con appena percettibili note vivaci di amaro e piccante.

Centola - Palinuro
Posta su una collina che separa le valli del Lambro e del Mingardo e dalla quale si può ammirare la bellezza del territorio circostante in particolare il fascino di Palinuro e del suo mare, la cittadina di Centola riveste particolare importanza sotto il profilo storico e artistico. Fu fondata nel VI secolo da cento profughi di Molpa città che molto probabilmente dipese dalla colonia greca di Elea - Velia e che vide la presenza dell’imperatore Massimiliano dopo la rinuncia all’impero. Tra i caratteristici vicoli che si diramano dal  borgo lungo tutto il paese si possono ammirare una torre campanaria del IX secolo la Chiesa di San Nicola di Mira costruita in stile barocco e appena fuori dall’abitato troviamo il Convento dei Cappuccini.

Capoluogo del comune omonimo, Centola comprende quattro frazioni: Forìa, Palinuro, San Nicola di Centola e  San Severino di Centola. La frazione più importante per storia, leggende e fascino del luogo, Palinuro, è una celebre località balneare con notevoli attrezzature ricettive situata tra il verde degli ulivi in una pittoresca insenatura alla base di di un promontorio ricco di caverne e grotte che si specchiano in un mare limpidissimo. È uno dei tratti di costa più belli del Cilento: la Grotta Azzurra, lo Scoglio del Coniglio, la Baia del Buon Dormire, l’Arco Naturale, sono uno spettacolo in una terra dove la natura sembra si sia divertita a lasciare il segno della sua forza. Palinuro deve il suo nome, secondo la leggenda, al nocchiero di Enea che qui morì e fu sepolto. Scavi effettuati verso la metà del secolo scorso hanno portato alla luce una necropoli del VI secolo a.C. Gli oggetti che sono stati rinvenuti sono esposti all’Antiquarium posto all’estremità del paese, al disopra della spiaggia della Ficucella.

Dal porto di Palinuro partono le visite alla bellissima costa del promontorio, ricca di grotte, muraglie tagliate a picco sul mare e spiagge meravigliose. Prima della punta del promontorio, in una piccola insenatura troviamo la Grotta Azzurra che rappresenta la cavità più nota di Palinuro. Il suo nome deriva dalla particolare colorazione dell’acqua, di un azzurro brillante. Proseguendo, possiamo notare la presenza di altre grotte, fino a giungere alla Cala Fetente, così chiamata perché vi sgorga una sorgente di acqua solforosa. Doppiata la Punta della Galera, troviamo la Cala del Buon Dormire, una splendida spiaggetta raggiungibile dal mare o via terra, così chiamata da quando alcuni forestieri vi passarono la notte. Seguono in prossimità delle foci del Lambro e del Mingardo la Grotta delle Ossa, la Grotta Visco e la straordinaria bellezza dell’ Arco Naturale. Ma Palinuro non è solo mare. Lungo il promontorio di Capo Palinuro tra la macchia mediterranea tipica del territorio del Cilento è possibile imbattersi in una delle rare primule di Palinuro (Primula palinuri Pedagna) simbolo insieme alla lontra del Parco Nazionale del Cilento.

In estate le serate di Palinuro si animano di eventi culturali, rievocativi storico religiosi, manifestazioni musicali, mostre e festival, iniziative capaci di esaltare le tipicità gastronomiche del territorio. Tutto ciò fa da cornice ad una località viva e stimolante che di notte si apre ai più giovani alla ricerca di divertimento nei numerosi locali capaci di proporre eventi di alto livello con la presenza di vari superospiti, tra deejay, cantanti e animatori.


Camerota
Camerota è un comune di circa settemila abitanti la cui popolazione è concentrata soprattutto nella famosa località balneare di Marina di Camerota. Licusati, già comune autonomo, Lentiscosa ed il capoluogo sorgono sulle colline circostanti, ritrosi dal clima modaiolo della marina estiva, a baluardo delle tradizioni e delle produzioni artigianali tipiche.
Il borgo nasce in una zona di antichissime tradizioni, si affaccia su un litorale caratterizzato da spiagge di sabbia finissima ed è incoronato da una folta ed eterogenea vegetazione inframezzata qua e là da torri e testimonianze dei nobili trascorsi del Cilento. La costa di Camerota si estende tra due promontori rocciosi che nascondono grotte di incredibile bellezza e incontaminate spiaggette raggiungibili solo in barca, scenari davvero incantevoli e suggestivi.



COSTA SUD
Sapri
è un comune di circa 7.000 abitanti , ultima città della  provincia di Salerno.
Sapri sorge lungo la costa tirrenica, nel Golfo di Policastro.
Le origini del borgo sono molto antiche e alcuni studiosi le fanno risalire al periodo della dominazione  romana.
La cittadina è celebre per la cruenta battaglia, guidata da Carlo Pisacane del 2 luglio 1857, che è stata resa immortale dalla poesia “La spigolatrice di Sapri”, di Luigi Mercantini.
L'economia di Sapri è legata principalmente al turismo, grazie soprattutto alle spiagge ed alle numerose testimonianze del passato.

ENTROTERRA
Padula
E’ un paese (m 699, ab. 5665) situato sulle pendici dei Monti Maddalena. La compongono due nuclei: quello medioevale formato tra il IX e X secolo è arroccato sulle pendici della collina e la sua forma triangolare è determinata all’andamento della cinta muraria difensiva che scendeva dal castello.
Famosa è la Certosa di San Lorenzo, ubicata sotto la collina dove sorge il paese di Padula, è uno dei monasteri pù grandi nel mondo e tra quelli di maggior interesse in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici.


PAESTUM  
Prezioso scrigno di un inestimabile patrimonio culturale, Paestum dispiega il suo fascino antico alle porte della Costiera Cilentana. La sua immagine è comunemente legata al meraviglioso Parco Archeologico che, immerso fra storia, mito e leggenda, custodisce i maestosi templi dorici che, meglio di tutti gli altri, hanno saputo vincere la guerra contro il tempo.
Eppure, se quelle gloriose vestigia sono da secoli richiamo per studiosi, appassionati e curiosi, Paestum non incanta solo per questo: non si può rimanere indifferenti dinanzi allo spettacolo di una natura deliziosa e mite, che emoziona e rapisce, investendo con i profumi e i colori della macchia mediterranea la soleggiata piana alle falde della collina di Capaccio.
L’area dovette essere abitata già in epoca remotissima: gli scavi condotti all’inizio del Novecento hanno portato alla luce tracce di insediamenti risalenti al Paleolitico ed al Neolitico. E’ probabile, quindi, che quando, intorno al 600 a.C., gli Achei provenienti dalla colonia greca di Sibari si affacciarono sulla piana, attratti da un luogo fertile, rigoglioso di vegetazione e di acque, dovessero trovarvi già alcuni nuclei abitati.
I nuovi venuti fondarono la città di Poseidonia, in onore del dio del mare e sulla riva sinistra del fiume Sele ed eressero l’Heraion, in omaggio ad Hera, eletta divinità protettrice della nuova polis, o, forse, per strategia difensiva nei confronti degli Etruschi insediati dall’altra parte del fiume, nel territorio dei picentini.
Poseidonia, racchiusa entro le possenti mura che ancora oggi si possono ammirare quasi intatte, forte di una felice posizione geografica che la apriva alle principali vie di traffico, divenne in breve tempo una fra le più floride città della Magna Grecia.
La ricchezza si tradusse in fervore artistico: nella seconda metà del IV secolo vennero edificati la Basilica, il tempio di Cerere e i principali edifici pubblici dell’Agorà; nel V secolo furono eretti, invece, il tempio di Nettuno e l’ekklesiastérion.
Lo splendore di Paestum fece gola ai Lucani, popolazione di stirpe italica, che, intorno al 400 a.C., occupò la città, mutandone il nome in Paistom; quest’ultimo sarebbe divenuto definitivamente Paestum quando, nel 273 a.C, dopo una breve parentesi greca, i romani vi avrebbero fondato una propria colonia.
La città inizialmente continuò a prosperare, dotandosi di altri importanti edifici, come le terme, l'Anfiteatro, il Comitium, ma dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, cominciò a spegnersi gradualmente, riducendosi a poche anime, strette attorno al tempio di Cerere, convertita in chiesa cristiana.
L’inarrestabile processo di decadenza culminò nell’VIII secolo quando la zona divenne malsana e paludosa e aperta alla incursioni saracene; i pochi abitanti si rifugiarono sulla collina, fondando, su di un insediamento preesistente, una città che, per la presenza delle sorgenti di Capodifiume, fu chiamata Capitaquis, oggi Capaccio Vecchio.
Paestum rimase avvolta nell’oblio delle fonti, nonostante i suoi maestosi templi, immersi nel silenzio e nella fitta vegetazione, continuassero ad ergersi maestosi e solenni a memoria di un glorioso, ma, ormai lontano, passato.
Soltanto nel corso del Settecento la sensibilità di artisti come Goethe, Shelley, Canova, Piranesi seppe rispondere al muto richiamo di quelle vestigia, e volle prestargli la sua voce. L’effetto fu di portata straordinaria e tale da superare i confini del tempo e dello spazio.
Per trovare tutto quello che cerchi a Paestum Capaccio


Palinuro – Centola
Palinuro fa parte del comprensorio comunale del Comune di Centola. E' uno di quei tanti casi in cui la frazione assume una importanza superiore al capoluogo comunale.
La ragione è specialissima, in quanto la selvaggia bellezza del territorio di Capo Palinuro non ha pari e la storia e le leggende che vi aleggiano contribuiscono a perpetuare il fascino di questi luoghi.
Un immenso arco di roccia frastagliata si protende nel mare a protezione di una baia che è riparo e porto naturale per i naviganti, e tale deve essere apparsa anche in tempi lontani agli Argonauti, ai Fenici, ai Greci che frequentarono questi luoghi.
Il nome stesso della località richiama alla mente la figura del nocchiero di Enea, Palinuro appunto, che si innamorò di una splendida fanciulla di nome Kamaratòn, inseguendone l'immagine fino in fondo alle scogliere del Capo, che da allora prese il suo nome.
Questa bellezza è profusa ampiamente nei tramonti infuocati, nella forma delle anse rocciose, nell'arco naturale illuminato in controluce, nelle spiagge bianche che classificano questa località come una delle più belle al mondo.
Ma Palinuro non è solo mare; il carattere aspro e forte della costa è caratterizzato dalla macchia mediterranea, che tra cespugli di mirto, ginestre ed erica, annovera anche una vera rarità, la famosa "Primula Palinuri" un originale fiore che cresce solo in questa zona. Spingendosi all'interno della valle del Mingardo, attraverso la gola del Diavolo, si incontra il borgo medioevale di San Severino, unico villaggio conservato quasi intatto da quando fu abbandonato a causa di continui smottamenti.
Oggi Palinuro è un centro che affida le sue risorse essenzialmente al turismo, sostenuto da un clima mite che permette di usufruire del mare per dieci mesi all'anno ed una splendida natura incontaminata dove tante strutture ricevono i visitatori con sistemazioni alberghiere, campeggi e, da poco, con la nuova formula dell'agriturismo, che permette di conoscere appieno l'ospitalità della gente cilentana, e di gustare nella zona di produzione olio, vino e prodotti naturali che sono alla base della salutare Dieta Meridionale

MARINA DI CAMEROTA   
Camerota è un comune di circa settemila abitanti la cui popolazione è concentrata soprattutto nella famosa località balneare di Marina di Camerota. Licusati, già comune autonomo, Lentiscosa ed il capoluogo sorgono sulle colline circostanti, ritrosi dal clima modaiolo della marina estiva, a baluardo delle tradizioni e delle produzioni artigianali tipiche.
Il borgo nasce in una zona di antichissime tradizioni, si affaccia su un litorale caratterizzato da spiagge di sabbia finissima ed è incoronato da una folta ed eterogenea vegetazione inframezzata qua e là da torri e testimonianze dei nobili trascorsi del Cilento. La costa di Camerota si estende tra due promontori rocciosi che nascondono grotte di incredibile bellezza e incontaminate spiaggette raggiungibili solo in barca, scenari davvero incantevoli e suggestivi.
Antichissimi reperti, alcuni dei quali trovati nel 1918, testimoniano le origini greche di Camerota, il paesino cilentano alle falde del Monte Bulgheria. Ad arricchire la memoria storica della zona vi sono i resti del castello marchesale e i ruderi dell' Abbazia di San Pietro in Licusati e di S. Icono.
L’agricoltura (ulivi e vigneti) e l’artigianato dell’argilla costituiscono alcune delle fonti economiche più importanti. Ma la vera ricchezza di Camerota è lo splendido mare; a sei chilometri dal centro c’è Marina, che vanta spiagge di sabbia fine, molto frequentate di giorno, mentre la meta dei nottambuli è il Ciclope, stupenda discoteca costruita in una grotta.
La zona fu abitata fin dai tempi più remoti: all’inizio di Lentiscella, lungo il litorale, c’è la Grotta Sepolcrale, dove nel 1954 furono ritrovati i resti dell’uomo cameratense, vissuto nel Paleolitico medio.
Il punto più suggestivo della costa di Camerota è Punta degli Infreschi, uno dei tratti più incontaminati d’Italia. Ottima è la ricettività alberghiera, notevoli le possibilità per i campeggiatori.

AREE ARCHEOLOGICHE
Elea – Velia
La Civitella
Paestum
Scavi sul Monte Pruno
Tombe Lucane di Roccagloriosa

METE NATURALISTICHE
Dune del Mingardo
Grotta Azzurra di Palinuro
Grotte di Castelcivita
Grotte di Pertosa
Monte Bulgheria
Monte Gelbison
Oasi WWF del Calore
Oasi WWF di Morigerati
Oasi WWF di Persano
MUSEI
Museo della Casa Contadina a Pellare
Museo Diocesano
di Vallo della Lucania

SITI STORICI
Badia di S. Filadelfo
Certosa di Padula
G.B. Vico a Vatolla
Roscigno Vecchio
San Severino

PRODOTTI TIPICI
DOLCI
Scauratieddi
Fichi
SALUMI
Soppressata
Salsicce
Capocollo